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Water water everywhere
rubrica "ecologica-mente in rete" a cura di Giulio Caresio
Natura & Società n.3/06 - settembre 2006

"Water water everywhere nor any drop to drink". Coleridge sembra più attuale che mai. L'acqua è sulla bocca di tutti, dappertutto: petrolio del futuro (siamo a posto), decennio internazionale dell'acqua delle Nazioni Unite (2005-2015), giornate mondiali, decreti, studi, rapporti, iniziative, etc... Eppure non sembrano esserci che poche gocce per saziare quella sete di purezza e di natura che l'acqua evoca inevitabilmente e che cresce sempre più in tutti noi.
Vediamo attraverso la rete di fare una panoramica della situazione, con alcuni corposi documenti da leggere. Prima le cattive nuove. Iniziamo con il secondo "World Water Development Report" pubblicato in marzo link. Seicento pagine in inglese per fare il punto della situazione sullo stato dei fiumi e dei laghi e scoprire che più di metà dei cinquecento maggiori fiumi del pianeta sono parzialmente o completamente in secca.
Un allarmante situazione di collasso confermata in un breve documento pubblicato dal Wwf Italia link, e ribadita a in una relazione del Wwf internazionale sui pochi fiumi ancora liberi di scorrere senza ostacoli devastanti dalla sorgente alla foce link. L' "African Water Vision" link, da poco pubblicato sottolinea nelle sue 380 pagine l'importanza cruciale dell'acqua nello sviluppo dell'Africa: speriamo proprio che non sia il petrolio di domani.
Sfociando al mare, le notizie non sembrano migliorare. Questa volta è Greenpeace a lanciare un appello per istituire nel Mediterraneo un network di 32 riserve marine a tutela di uno degli ecosistemi più fragili del Pianeta ormai vicino al collasso: sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche, spadare, ranching dei tonni, inquinamento e impatti dei cambiamenti climatici. Trovate il relativo rapporto qui.
E veniamo finalmente a qualche buona nuova. La spedizione più ambiziosa e complessa che Greenpeace abbia mai intrapreso, "A Year in the Life of Our Oceans" link, ha già ottenuto un importante risultato. Dopo aver ricevuto più di 32.000 email dagli Ocean Defender sparsi in tutto il mondo, l'Australia sta chiedendo alle Nazioni Unite di fermare la pesca a strascico negli abissi marini link. Un risultato importante per fermare una pesca barbara che continua a massacrare gli ecosistemi dei nostri mari, facendo scomparire le preziose pratiche tradizionali di pesca.