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La febbre del pianeta sotto gli occhi di tutti
rubrica "ecologica-mente in rete" a cura di Giulio Caresio
Natura & Società n.1/07 - marzo 2007

Torino, 26 aprile 2007. Seduto alla mia scrivania sento le braccia pesanti ed i pensieri muoversi come un magma lento e pastoso. Il caldo umido gi&agrve; mi sovrasta e penso a cosa ci attende per l'estate quando voi cari lettori leggerete questa rubrica.
La febbre del pianeta è sotto gli occhi di tutti, ma si continua a non fare abbastanza per arginare questa inesorabile malattia. Nonostante la voce di qualche accanito fuori dal coro (si veda ad esempio link), i pareri di scienziati e metereologi sembrano unanimi: il futuro sarà più caldo e condizionerà fortemente le nostre vite. Una realtà che in parte è già concreta e tangibile come ci mostra Elisabeth Kolbert nel suo splendido libro "Cronache da una catastrofe" da poco uscito in italiano per Nuovi Mondi Media. Potete trovare un assaggio della prosa lucida e brillante della Kolbert scaricando dalla rete l'articolo tratto dal New Yorker e pubblicato sul n.25 della rivista Slowfood sulla situazione ambientale di New Orleans. Lo trovate qui.
Se volete tenervi informati sulle ultime novità e proiezioni in fatto di cambio del clima, se siete dei buoni lettori di inglese e se siete armati di pazienza vi consiglio poi di tenere d'occhio il sito dell'IPCC link (International Program on Climate Changes). Dovrebbe essere pubblicato entro fine anno il Quarto Rapporto di Valutazione del Cambio del Clima (Climate Change - Forth Assessment Report) i cui risultati sono in parte stati annunciati di recente a Parigi e Bruxelles. Il lavoro è un aggiornamento del precedente link diviso in tre parti corrispondenti ai tre gruppi di lavoro dell'IPCC: "Le basi scientifiche" (in gran parte già disponibile nella sua articolazione in 11 capitoli per un migliaio di pagine complessive all'indirizzo link, "Impatti, Adattamento e Vulnerabilità" (di cui si può scaricare una sintesi link) e "Mitigazioni" (di cui &egreve; disponibile solo l'indice in bozza link).
Dopo un inverno a dir poco mite, come si può leggere nell'analisi scientifica di un professore piemontese link, non resta per i prossimi mesi che rifugiarsi in cantina. Chissà se anche gli animali tra qualche anno andranno in letargo d'estate?