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2008. Italia. Terzo mondo? Forse quarto.
rubrica "ecologica-mente in rete" a cura di Giulio Caresio
Natura & Società n.4/07 - dicembre 2007

Proporre impegnative letture di "ecologia" quando tutto va a ramengo  emotivamente difficile.
Dopo 13 anni di "emergenza" rifiuti, esplodono le favelas a Napoli. Per informarvi? Meglio le immagini che i documenti. Sedetevi accanto ai giornalisti di tutta Europa e fate su internet lo "spazzatour" link trasmesso da Ambiente Italia. Se volete potete poi continuare con i tanti contributi video che trovate su You Tube digitando: "napoli rifiuti". Un caso isolato? O la diossina di Napoli è solo una metafora di ciò che sta sommergendo tutto il paese?
A fine 2007 due articoli pubblicati rispettivamente dal New York Times link e dal Times link hanno delineato il ritratto di un'Italia vecchia e povera sempre più in sfacelo.
Chi non ama o non legge l'inglese può leggerne le versioni italiane. Trovate buone traduzioni rispettivamente qui e qui.
Se il Times di Murdoch pu" avere con l'Italia il dente avvelenato ed essere accusato di utilizzo strumentale dell'informazione, un po' di più dovrebbe far riflettere l'articolo del NY Times, da sempre considerato punto di riferimento mondiale dell'informazione giornalistica.
Inquietanti segnali di veritÀ su quanto riportano gli articoli sono sotto gli occhi di tutti. Basta purtroppo salire su un nostro treno o guardare in faccia un qualunque politico nazionale. Oppure volgere l'attenzione al mondo della grande impresa italiana, da Parmalat ad Alitalia, passando per Olivetti, Telecom, Pirelli, Fiat, etc...
Una disarmante e unanime sensazione di scontento, impotenza e disperazione alberga nei cuori di molti, troppi italiani. Depressione e paura si annidano in quelli dei giovani. Attitudini e sentimenti che non preludono a nulla di buono, rivoluzione o dittatura che sia. E lo confermano la rabbia con cui reagiamo pubblicamente ad un articolo straniero o quella volgare con cui scendiamo in piazza al fianco di Beppe Grillo.
Ci dice il Presidente di Confindustria che il problema risiede nel fatto che "ogni italiano pensa a se stesso e non al bene comune". Si sta forse guardando allo specchio? Oppure è seduto davanti al Parlamento Italiano?