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Solare plastico, a che punto siamo?
rubrica "ecologica-mente in rete" a cura di Giulio Caresio
Natura & Società n.2/08 - giugno 2008
Nel 2000 Alan J. Heeger, Alan G. MacDiarmid e Hideki Shirakawa vinsero il Nobel per la Chimica grazie alla scoperta
e allo sviluppo di polimeri in grado di condurre elettricità: i frutti di un lavoro iniziato negli anni '70.
Nel 2005 fece rumore la prima cella solare polimerica prodotta dal prof. Yang Yang dell'università californiana UCLA.
Una vera rivoluzione: la plastica è facilmente modulabile in qualsiasi forma prestandosi alle più svariate esigenze di architettura e design,
ma soprattutto ha costi molto inferiori al silicio (si può stimare che un impianto da 3 Kw verrebbe intorno ai 2000 Euro, circa un decimo del
prezzo attuale). Molte fonti prevedevano la commercializzazione dei pannelli polimerici per il 2008. A che punto siamo?
Il problema principale sembra rimanere il basso rendimento, si è superato di poco il 5%, mentre con il silicio si è vicini al 20% per i pannelli
commerciali e si è arrivati al 27% in laboratorio. Tuttavia i pareri più autorevoli sono ottimisti.
Partiamo dalla voce di Heeger, intervistato a Torino nell'ottobre scorso, e premiato nel 2007 con il Premio Eni Italgas “Scienza e Ambiente”:
link. Quindici minuti per inquadrare parte del problema, ma soprattutto
per assaporare vitalità ed entusiasmo di un grande scienziato sperimentale. Più vasto e specifico panorama sulle tecnologie fotovoltaiche
si trova in un'intervista esaustiva (circa un'ora e venti minuti) ad un esperto del Collegio di Milano:
link.
Ma che fine ha fatto il lavoro di Yang? Sembra essersi un po' arenato in termini di efficienza ma prosegue, come si può verificare,
armati di pazienza, bagaglio scientifico e inglese, scorrendo le sue più recenti pubblicazioni:
link.
Più avanti sembra Heeger (link)
che spera a breve rendimenti del 15%
e ha dato vita ad una società per la produzione dei pannelli: Konarka,
un progetto da seguire con grande attenzione.
Non mancheremo di approfondire l'argomento nel prossimo numero.
Finiamo con una nota estiva.
Già dal 2007 sono comparsi bikini fotovoltaici per caricare l'i-pod o il telefonino in spiaggia
(link).
La buona notizia è che, se anche la vostra bella decidesse di farselo comprare,
in commercio non sembrano ancora essercene, indi mandatela su internet:
link1,
link2.
In ogni caso, mi raccomando: occhio al bagno.
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