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Da Osama Bin Laden a Obama Biden
rubrica "ecologica-mente in rete" a cura di Giulio Caresio
Natura & Società n.4/08 - dicembre 2008

Un’iniezione di fiducia e gioventù che ci vorrebbe anche nel nostro paese. Dopo sette anni di sfruttamento di quella paura che colpì il mondo nel 2001, come un colpo ben calibrato per riaccendere quel diabolico patto del petrolio che solo una stretta e storica complicità tra politica ed interessi economici è riuscita finora a sostenere, finalmente sembra si sia pronti ad imboccare una nuova direzione. Speriamo che i texani con le pistole in tasca ed il complotto facile questa volta se ne stiano buoni.
Ma, bando alle dietrologie e spazio alle letture. Iniziamo, per chi non teme l’inglese, da quel “Blueprint for change”, documento per settori, chiaro e concreto, ricco di pensieri e misure da attuare, che ha costituito la base concettuale della campagna elettorale del nuovo Presidente degli Stati Uniti: link.
In campo ambientale la battaglia al cambio del clima è prioritaria e la linea è chiara: riduzione delle emissioni di CO2 dell’80% per il 2050 ed investimenti su efficienza ed energia pulita (senza trascurare le opportunità che costituiscono per economia e lavoro). Per approfondire potete leggere, sempre in inglese, documenti più specifici: link1 e link2.
Del resto come sappiamo il tempo stringe e bene lo ricorda il “Living Planet Report 2008” pubblicato dal WWF a fine ottobre. Lo trovate tradotto in italiano sul sito del Wwf, o più rapidamente digitando su Google la seguente chiave di ricerca : “wwf report italiano”. Molti i dati interessanti (in particolare: impronta ecologica, indicatore dello stato della biodiversità, e impronta idrica) da cui emerge, tra l’altro, che nel 2035 avremo bisogno di due Terre per soddisfare i nostri bisogni, che dal 1970 ad oggi abbiamo sperperato un terzo del capitale della biodiversità del pianeta e che l’Italia si classifica nel mondo al quarto posto per impronta idrica pro capite, a testimonianza di una pessima gestione della risorsa acqua nel nostro paese.
Cosa fare lo si legge poi, ahimé sempre in inglese (ma sul sito si trovano anche la versione francese e spagnola), sul Programma 2009-2012 “Shaping a sustainable future” (link) approvato di recente al Congresso Mondiale dell’Iucn a Barcellona in ottobre. Un incontro in grande di cui trovate un assaggio in volti e momenti di questo video di soli due minuti: link. Si prova infine, una piacevole sensazione che qualcosa stia iniziando a cambiare, guardando il “video-gioco” che la Toyota ha portato proprio a Barcellona: link.
Vince chi guida riducendo al minimo i consumi: un bel passo avanti per le generazioni del futuro!